Covid-19 e violenza domestica, Berlato (FDI – ECR): “un binomio letale”

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Il lock-down necessario per contenere il diffondersi del Covid-19 – è scritto in una nota dell’eurodeputato vicentino di Fratelli d’Italia Sergio Berlato – ha obbligato innumerevoli donne, vittime di violenza domestica, alla convivenza forzata con il proprio aguzzino. Il Governo non si è quasi minimamente preoccupato di questo fenomeno se non il 26 marzo, quando è stato approvato all’unanimità un documento sull’emergenza della violenza contro le donne legata al Coronavirus. Queste misure purtroppo, come tanti altri provvedimenti messi in atto dal Governo in questi mesi, non sono stati in grado di arginare la violenza di genere e di salvare la vita alle 15 donne che sono state uccise in casa dai loro partner. A dimostrare l’inefficacia delle poche misure attuate ci sono gli inquietanti dati sul rapporto tra quarantena e violenza sulle donne durante l’isolamento. Secondo le statistiche dei centri anti-violenza, infatti, le richieste di aiuto sono aumentate esponenzialmente del 74,5%, senza contare tutte quelle donne che non hanno avuto neanche la possibilità di chiedere aiuto a causa della paura o del controllo maniacale effettuato dai loro partner.

Il problema non riguarda unicamente il periodo del lock-down che ha solo accentuato le già drammatiche situazioni domestiche in cui molte donne si trovano. Dispiace constatare infatti che nonostante le innumerevoli denunce, sono pochi i casi in cui il carnefice viene davvero punito per i maltrattamenti commessi. Spesso non viene attuato nessun tipo di provvedimento a tutela delle donne e dopo poco tempo il soggetto torna in libertà più arrabbiato di prima. L’unica cosa che queste donne possono fare è vivere costantemente nella paura di essere aggredite. Nel nostro Paese non esistono infatti linee guida specifiche in materia di violenza sulle donne che portino il partner violento ad una condanna definitiva. L’entità del problema è enorme e ciò dovrebbe motivare il Governo ad agire il prima possibile con leggi chiare ed efficaci.

Urgono normative severe nei confronti degli aguzzini in modo tale da poter tutelare la sicurezza e la tranquillità delle donne, permettendo loro di riappropriarsi delle proprie vite. Mi auguro pertanto che si giunga presto all’istituzione di un preciso piano di sostegno in termini di servizi e strategie comuni che abbiano il fine di prevenire la recidiva o la reiterazione delle condotte violente.